Scendendo da Vienna verso sud-est, ogni città costa un po' meno della precedente e racconta una fetta diversa del Novecento europeo: l'impero, la Jugoslavia, il comunismo romeno, l'isolamento albanese. Sei destinazioni coperte da dossier verificati, con budget che vanno da 140€ al giorno a 45.
Vienna: la più cara del gruppo, e la più economica dell'Europa occidentale
Vienna costa 90-140€ al giorno in media stagione: meno di Parigi, meno di Amsterdam, meno di quasi ogni capitale a ovest. In bassa stagione si scende a 55-90€.
Le chicche verificate stanno fuori dai palazzi imperiali: la Hundertwasserhaus, edificio residenziale dalle facciate organiche progettato senza una linea retta; l'Heeresgeschichtliches Museum, museo di storia militare che i flussi turistici saltano; e la terrazza del Wien Museum su Karlsplatz, punto panoramico poco noto che inquadra la Karlskirche riflessa nello stagno sottostante.
Il periodo migliore è aprile-maggio o settembre-ottobre; a novembre e dicembre i mercatini trasformano le piazze, con affollamento e prezzi in proporzione.
Zagabria: la capitale che tutti saltano per la costa
Zagabria viene sistematicamente scavalcata da chi va in Croazia per il mare, e costa 95-140€ al giorno in media stagione. La sua particolarità è che la città alta e quella bassa sono due mondi collegati dalla funicolare più corta al mondo fra quelle di trasporto pubblico: 66 metri di binario, 64 secondi di viaggio, 0,66€ a corsa.
Una precisazione che risparmia una delusione: la cattedrale è in ricostruzione dal terremoto del 22 aprile 2020, con la cima della guglia nord smontata e le torri sotto impalcatura. E nella chiesa di San Marco, quella dal tetto colorato, non si entra come visitatori: solo durante le messe.
Da fare, e gratis: il cimitero di Mirogoj, con cinquecento metri di arcate coperte, a venti minuti con l'autobus 106; e il tunnel Grič, rifugio antiaereo sotto la città alta riaperto come passaggio pubblico, con dieci gradi in meno d'estate.
Belgrado: fortezza, brutalismo e trasporto gratis
Belgrado costa 55-90€ al giorno in media stagione ed è l'unica città di questo blog dove il trasporto pubblico è gratuito per tutti.
Sta su uno sperone dove la Sava entra nel Danubio, e le due rive raccontano due epoche: da un lato la fortezza e la città vecchia, dall'altro Novi Beograd, la città socialista costruita da zero dagli anni Cinquanta, con i blocchi 21, 22 e 23 e la torre Genex, una delle icone del brutalismo europeo.
Zemun, fino al 1918, era città austro-ungarica e guardava l'Impero ottomano dall'altra parte: case basse, il quartiere dei pescatori sul Danubio e la torre di Gardoš. Il Museo d'Arte Contemporanea, riaperto nel 2017 dopo quindici anni di chiusura, ha una collezione jugoslava del Novecento straordinaria.
Bucarest: la Piccola Parigi e il palazzo più pesante del mondo
Bucarest costa 60-95€ al giorno in media stagione. Il contrasto che la definisce: i palazzi Belle Époque che le valsero il soprannome di 'Piccola Parigi' e l'edificio amministrativo più pesante del mondo, costruito da Ceaușescu radendo al suolo un quinto della città vecchia.
Le chicche sono tre e stanno tutte in centro: il Pasajul Macca-Villacrosse, galleria a ferro di cavallo del 1891 coperta da vetri gialli; la Biserica Stavropoleos, chiesetta del 1724 in stile brâncovenesc con pietra scolpita come merletto e un chiostro silenzioso; e la libreria Cărturești Carusel, sei piani bianchi dentro un palazzo ottocentesco confiscato dal regime e poi restaurato.
Il momento migliore è maggio-giugno, quando la città si trasferisce all'aperto, o settembre-ottobre.
Brașov: la Transilvania senza il cliché
Brașov è una città sassone di tetti rossi stretta fra le mura e il monte Tâmpa, con la chiesa gotica più grande dell'Europa orientale e i castelli dei Carpazi a mezz'ora d'auto. Costa 65-105€ al giorno in media stagione, e a venti minuti dal centro storico c'è Poiana Brașov, che d'inverno funziona come stazione sciistica.
Il quartiere che spiega la città è Șchei: è dove i romeni erano confinati fuori dalle mura della città sassone, con la chiesa di San Nicola, il cimitero in collina e il museo della Prima Scuola Romena. Il Bastionul Țesătorilor, il bastione dei tessitori con i ballatoi di legno su quattro livelli, è il pezzo meglio conservato delle fortificazioni.
Tirana: la più economica d'Europa
Tirana costa 45-75€ al giorno in media stagione e 35-60 in bassa: è la destinazione più conveniente di tutto il blog. I palazzi grigi sono stati ridipinti a colori da un sindaco pittore, e i bunker antiatomici sono diventati musei.
I due posti che valgono il viaggio raccontano l'Albania di Hoxha: la Shtëpia me Gjethe, la villa dove la Sigurimi intercettava e schedava gli albanesi, oggi museo nazionale della sorveglianza segreta con i microfoni nascosti ancora al loro posto; e il memoriale Postbllok all'ingresso del Blloku — il quartiere un tempo vietato ai cittadini comuni — dove stanno insieme un bunker originale, i pilastri della miniera-lager di Spaç e un pezzo del muro di Berlino.
A un'ora a nord c'è Kruja, la cittadella di Scanderbeg arroccata sulla montagna con il vecchio bazar.
Come metterle in fila
Vienna, Zagabria e Belgrado stanno su una linea ferroviaria continua e si possono fare in sequenza; Bucarest e Brașov sono a due ore e mezza di treno l'una dall'altra e formano una coppia naturale; Tirana è a sé e si raggiunge in volo. In tutte, i mesi migliori sono aprile-giugno e settembre-ottobre. E la differenza di prezzo con l'Europa occidentale non è marginale: con quello che si spende in un giorno a Reykjavík, a Tirana ci si sta quattro.
