Il nord estremo si prenota su un calendario, non su una mappa: le stesse tre città danno esperienze opposte a sei mesi di distanza, e il mese sbagliato significa non vedere la cosa per cui si è partiti. Va detto subito che sono anche le destinazioni più care di questo blog.
Tromsø: la regola è il buio
Tromsø sta a oltre 300 chilometri dentro il Circolo Polare Artico, e la sua stagionalità è netta: per l'aurora boreale servono notti lunghe e buie, quindi da fine settembre a inizio aprile. In estate l'aurora non si vede — non perché non ci sia, ma perché fra fine maggio e fine luglio il sole non tramonta affatto.
Il che apre l'altra possibilità, che è ugualmente una ragione per venire: il sole di mezzanotte, con escursioni e funivia in piena luce alle due del mattino. Sono due viaggi diversi con lo stesso biglietto aereo.
In inverno si fanno le slitte trainate dai cani e si incontra la cultura sami con le renne, e fra fine autunno e inizio inverno nei fiordi vicini si avvistano orche e megattere che seguono le aringhe. Tutto va prenotato con anticipo. Budget: 130-200€ al giorno in media stagione, 170-280 in alta.
Bergen: la pioggia è parte del prezzo
Bergen è la capitale dei fiordi ed è quasi certamente il posto più piovoso d'Europa: non è un dettaglio meteorologico ma il carattere della città, dove alla pioggia ci si convive invece di combatterla.
La stagione è giugno-agosto, quando la luce è quasi infinita e tutte le escursioni nei fiordi sono attive; maggio e settembre costano meno e hanno meno gente, con la natura verdissima o nei colori d'autunno.
Tre cose fuori dal porto anseatico: la funivia dell'Ulriken, che sale a 643 metri sulla più alta delle sette montagne di Bergen e da cui parte la traversata escursionistica; Troldhaugen, la villa-museo di Edvard Grieg appena fuori città, con i concerti estivi nella sala da musica; e la stavkirke di Fantoft, chiesa di legno originaria del 1170, bruciata in un incendio doloso nel 1992 e ricostruita con le tecniche medievali.
Budget: 120-180€ al giorno in media stagione.
Reykjavík: la più cara, e la più sociale
Reykjavík è la capitale più a nord del mondo ed è anche la destinazione più cara di tutto il blog: 190-260€ al giorno in media stagione, fino a 260-380 in alta. Va saputo prima, perché nessun accorgimento la rende economica.
Un accorgimento però esiste, ed è anche il modo migliore di passare un pomeriggio: le piscine geotermiche cittadine costano 1.500 corone a ingresso, con la carta da dieci ingressi a 7.000 — cioè metà prezzo. È il vero rito sociale islandese, non un'attrazione. La regola è severa e la fa rispettare un addetto: doccia nudi col sapone prima di mettere il costume.
Il posto migliore per l'aurora vicino alla città è il faro di Grótta, a venti minuti di bici, ma ha due vincoli: la lingua di terra che ci porta si allaga con l'alta marea, e dal 1° maggio al 15 luglio l'area è chiusa per la nidificazione degli uccelli.
Le stagioni sono opposte a Tromsø solo in apparenza: giugno-agosto per la luce quasi continua e le pulcinelle di mare, settembre-marzo per i cieli bui e l'aurora.
Come decidere
Se l'obiettivo è l'aurora: Tromsø o Reykjavík fra ottobre e marzo, sapendo che è una lotteria meteorologica e che servono più notti per avere una possibilità reale. Se l'obiettivo sono i fiordi e i sentieri: Bergen fra maggio e settembre. Se si vuole la luce che non finisce: Tromsø fra fine maggio e fine luglio. In tutti i casi, il budget è il doppio di quello dell'Europa centrale — e i prezzi sopra sono già quelli verificati, non stime ottimistiche.
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