Sicilia e Sardegna: sei città a confronto, e cosa cambia davvero
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Sicilia e Sardegna: sei città a confronto, e cosa cambia davvero

Pubblicato il 01/09/2026

Sicilia e Sardegna vengono spesso messe nella stessa frase e non si somigliano quasi per niente: la prima è stratificazione (arabi, normanni, spagnoli uno sopra l'altro), la seconda è isolamento, con una lingua propria e cinquemila anni di preistoria in piedi nei campi. Sei destinazioni coperte da dossier verificati.

Palermo: la più intensa, e la più economica

Palermo non si visita, ci si entra dentro: mille anni di dominazioni compressi in una città che si mangia e si attraversa come un mercato. È anche la più conveniente del gruppo: 65-100€ al giorno in media stagione, 45-70 in bassa.

Le chicche verificate sono di quelle forti. Le Catacombe dei Cappuccini conservano circa 8.000 mummie in abiti d'epoca appese ai corridoi, divise per ceto e mestiere: non è per tutti. Palazzo Abatellis custodisce il Trionfo della Morte e l'Annunciata di Antonello da Messina. E la Vucciria, che di giorno ormai sonnecchia, dal tramonto diventa il salotto ruvido della città.

La settimana da sapere: il 10-15 luglio, con il Festino di Santa Rosalia, Palermo è al massimo volume. Esperienza unica, ma caldo forte e alloggi da prenotare.

Siracusa: la Grecia in Italia

A Siracusa una cattedrale barocca è stata costruita dentro un tempio greco, e le colonne doriche si vedono ancora nel muro. Ortigia, il centro storico su un'isola, ha il mare a due passi da ogni vicolo.

Il momento giusto è maggio-giugno: al Teatro Greco si recitano le tragedie classiche al tramonto, come si fa da 2.500 anni. Biglietti e alloggio vanno prenotati con mesi di anticipo.

Fuori dai percorsi: la Giudecca con il miqwe, il bagno rituale ebraico scavato nella roccia sotto un hotel; e il Seppellimento di Santa Lucia, dipinto da Caravaggio in fuga da Malta nel 1608 e tornato dal 2020 sull'altare per cui fu concepito.

Taormina: bellissima e cara

Taormina è la Sicilia in versione palcoscenico: un teatro greco sospeso fra l'Etna e lo Ionio, un corso barocco lucidato da due secoli di viaggiatori. È di gran lunga la più cara delle sei: 130-220€ al giorno in alta stagione, contro gli 85-140 di Palermo.

Il correttivo sta nel salire o nell'allontanarsi. La Villa Comunale, i giardini creati dalla nobildonna inglese che fece anche l'Isola Bella, è gratuita e ha una balconata continua sul mare. Castelmola, il borgo-acropoli a 550 metri, è a dieci minuti di bus. E le Gole dell'Alcantara, a venti chilometri, hanno pareti di basalto nero alte fino a venticinque metri.

Catania: barocco di lava, con l'Etna in fondo alla strada

Catania è l'unica delle sei costruita con quello che il vulcano le ha buttato addosso: il barocco del centro è di pietra lavica nera, e via Etnea, tre chilometri di rettilineo che partono da piazza del Duomo, ha l'Etna a chiudere la prospettiva in fondo alla strada. Costa 70-110€ al giorno in media stagione e 50-80 in bassa, e a tavola il conto si tiene basso senza sforzo: granita e brioche col tuppo, che qui sono colazione e non dessert, restano sotto i 5 euro quasi ovunque.

Due cose da sapere prima di uscire di casa. La Pescheria, il mercato del pesce dietro piazza del Duomo, apre all'alba dal lunedì al sabato e comincia a smontare verso l'ora di pranzo: arrivarci alle 11 significa vedere la coda della giornata, la parte viva è prima delle 9, e la domenica non c'è. E il Castello Ursino è chiuso dal 7 febbraio 2025 per un cantiere stimato in due anni: le collezioni civiche sono state trasferite a cento metri, nella Pinacoteca Santa Chiara, ed è l'errore più frequente di chi arriva con una guida vecchia.

Il periodo controintuitivo è l'inverno: fra dicembre e marzo l'Etna innevato visto dalla via Etnea è l'immagine che fa la città, e si scia sul vulcano la mattina per poi stare in maniche di camicia in centro il pomeriggio. Chi ci va senza auto deve però mettere in conto che per l'Etna esiste una sola corsa pubblica al giorno: il bus AST parte alle 8.15 da piazza Papa Giovanni XXIII, davanti alla stazione centrale, e riparte dal Rifugio Sapienza alle 16.30. Se si perde, la sera non c'è un'alternativa.

Cagliari: la capitale che nessuno considera

Cagliari ha otto chilometri di spiaggia urbana, fenicotteri rosa che nidificano dentro la città a Molentargius e un quartiere-fortezza da cui nelle giornate limpide si vede l'Africa. Costa come Palermo: 65-100€ al giorno in media stagione.

Sotto il quartiere di Stampace c'è una Cagliari sotterranea: la cripta rupestre di Santa Restituta, usata come rifugio antiaereo nel 1943. Il santuario di Bonaria, sul colle, è quello che diede il nome a Buenos Aires.

Il segreto è settembre: acqua calda, folla dimezzata e le spiagge di Villasimius e Chia ancora al meglio.

Alghero: una città catalana in Sardegna

Ad Alghero si parla ancora l'algherese, variante del catalano, e si cammina su bastioni spagnoli a picco sul mare. Attorno c'è la Riviera del Corallo, con falesie bianche e grotte.

Le due cose che quasi nessuno mette in programma sono preistoriche: il nuraghe Palmavera, villaggio di tremila anni sulla strada per Porto Conte, con la capanna delle riunioni e il modellino di nuraghe scolpito; e la necropoli di Anghelu Ruju, 38 domus de janas scavate nella roccia cinquemila anni fa, a dieci minuti dalla città.

Il parco di Porto Conte e la riserva Le Prigionette, dove vivono cavallini della Giara, daini e asinelli bianchi dell'Asinara, sono la parte verde che il turismo balneare salta.

In sintesi

Per il primo viaggio in Sicilia: Palermo e Siracusa, che sono l'una l'opposto dell'altra e insieme raccontano l'isola. Catania se si vuole il vulcano dentro il programma e una città che costa poco anche a tavola. Taormina vale una notte, non una settimana, e in giugno o settembre invece che ad agosto. In Sardegna, Cagliari per una città vera con il mare dentro, Alghero per la costa nord-ovest e la preistoria. In tutte e sei, i mesi giusti sono aprile-giugno e settembre-ottobre: la differenza di prezzo con luglio e agosto è di trenta o quaranta euro al giorno, e il caldo è un'altra cosa.

I dossier citati in questo articolo

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