Cinque città fra il Baltico e la Polonia che hanno in comune due cose: centri storici che valgono quanto quelli occidentali, e budget che stanno sotto i cento euro al giorno per buona parte dell'anno. Tutte coperte da dossier verificati, e tutte collegate fra loro da voli diretti o notti in treno.
Tallinn: la più medievale, e la più digitale
Tallinn ha una città vecchia con mura, torri a punta e vicoli acciottolati — ed è la capitale più digitale d'Europa, dove è nato Skype e si vota online. Il contrasto è il suo tratto.
Due vincoli da segnare, perché fanno perdere il viaggio a chi non li sa: la torre del municipio si sale solo dal 1° giugno al 31 agosto, e la torre di Sant'Olav solo da aprile a ottobre. Il KUMU, il museo d'arte, è chiuso il lunedì da ottobre ad aprile ma aperto il lunedì da maggio a settembre.
Il quartiere da cui si capisce la città di oggi è Telliskivi, ex area ferroviaria diventata polo creativo: entrare non costa nulla, e dentro c'è Fotografiska, che il venerdì apre fino a mezzanotte con il biglietto a dieci euro dalle 20.
Riga: l'Art Nouveau che nessuno si aspetta
Circa un terzo degli edifici del centro di Riga è in stile Art Nouveau: è la concentrazione più alta d'Europa, e non è un modo di dire. Le facciate di Alberta iela sono di Mikhail Eisenstein, padre del regista di Ottobre, costruite fra il 1901 e il 1908 come palazzi da reddito.
Il mercato centrale è ricavato da cinque hangar per zeppelin dell'esercito tedesco montati qui nel 1930, ed è patrimonio UNESCO insieme alla città vecchia. Una cosa da sapere: il primo lunedì del mese i padiglioni chiudono alle 15 per la giornata sanitaria.
Budget: 90-140€ al giorno in media stagione, 55-90 fra gennaio e marzo.
Vilnius: barocco e una repubblica surreale
Vilnius ha il più vasto complesso barocco dell'Europa orientale, UNESCO dal 1994, e la cosa che ripaga è spingere i portoni: dietro le facciate ci sono decine di cortili-passaggio aperti, non segnalati e quasi sempre vuoti.
Oltre il fiume c'è Užupis, il quartiere che nel 1997 si è dichiarato repubblica indipendente, con presidente, inno e un esercito di una dozzina di persone. La costituzione è affissa su targhe di metallo in oltre trenta lingue, e alcuni articoli sono seri e altri no.
È la più economica delle tre baltiche: 85-130€ al giorno in media stagione, 50-85 in bassa.
Danzica: dove è cominciato il Novecento, due volte
A Danzica sono cominciate due cose enormi: la Seconda guerra mondiale, all'alba del 1° settembre 1939 a Westerplatte, e la sua fine pacifica nell'Est, con lo sciopero del cantiere navale che diede vita a Solidarność.
L'Europejskie Centrum Solidarności, il museo al cantiere, è spesso meno affollato dei monumenti del centro ed è la cosa più importante da vedere. Westerplatte si raggiunge in bus o in battello.
Costa 60-95€ al giorno in media stagione, ed è la base per Sopot, a pochi minuti di treno, che ha il molo in legno più lungo d'Europa e le spiagge baltiche.
Breslavia: gli gnomi e una piazza enorme
Breslavia è stata tedesca col nome di Breslau, distrutta quasi del tutto nel 1945 e rinata polacca, e ha una delle piazze medievali più grandi d'Europa. Sparsi per le strade ci sono oltre mille gnomi di bronzo, eredi di un movimento di protesta anticomunista che usava l'assurdo contro la censura.
Da cercare: Ostrów Tumski, l'isola della cattedrale, dove i lampioni a gas vengono accesi a mano ogni sera al tramonto da un lampionaio in costume; e la Panorama Racławicka, un dipinto a 360 gradi lungo 114 metri dentro una rotonda costruita apposta.
È la più economica delle cinque: 60-95€ al giorno in media stagione, 45-70 in bassa.
Quando andarci
Da maggio ad agosto le giornate sono lunghissime e tutte e cinque danno il meglio, con i prezzi al massimo — 130-200€ al giorno per le baltiche. Dicembre è la seconda stagione: i mercatini di Tallinn e Breslavia sono fra i più belli d'Europa, il freddo è intenso e i prezzi risalgono. Il compromesso migliore resta aprile-maggio o settembre-ottobre, quando si sta ancora fuori e si paga un terzo in meno.
