La Francia fuori Parigi non è una versione ridotta della capitale: sono città con una loro storia economica — la seta, il vino, il turismo invernale degli inglesi — che ne ha determinato la forma. Tutte e tre si raggiungono da Parigi in due o tre ore di TGV e costano sensibilmente meno.
Lione: la città dei passaggi
Lione ha una cosa che non esiste altrove: le traboules, passaggi privati che attraversano gli edifici da una strada all'altra. Circa cinquanta sono aperte al pubblico grazie a una convenzione del 1990 con cui la città paga pulizia e illuminazione in cambio del passaggio pedonale, tutti i giorni dalle 7:00 alle 19:00. Sono gratuite e segnalate da targhe, ma restano androni di case abitate: fuori orario i portoni sono chiusi.
La collina della Croix-Rousse spiega la città: gli edifici hanno i soffitti alti quattro metri perché ci stessero i telai Jacquard dei canut, i tessitori di seta, ed è per questo che le case hanno finestre enormi e proporzioni strane. Lì sopra c'è il Mur des Canuts, 1.200 metri quadrati dipinti nel 1987 e ridipinti ogni una decina d'anni per far invecchiare i personaggi insieme al quartiere.
Budget verificato: 120-170€ al giorno in media stagione. Da evitare se si cerca tranquillità: dicembre, quando la Festa delle Luci porta il conto a 170-250€ e gli alberghi vanno prenotati mesi prima.
Bordeaux: il vino, ma anche il fiume
Bordeaux è una successione di facciate settecentesche lungo l'ansa della Garonna, ed è la più economica delle tre: 110-160€ al giorno in media stagione, 75-110 fra gennaio e marzo.
La parte che i visitatori saltano è il quartiere dei Chartrons, l'antico quartiere dei mercanti di vino sul lungofiume a nord del centro: magazzini settecenteschi diventati gallerie, bar naturali e brocante, lontano dalla folla. E il Marché des Capucins, dove i bordolesi fanno colazione con ostriche e un bicchiere di bianco fin dal mattino — non è una trovata per turisti, è l'orario in cui aprono i banchi.
Dettaglio che piace agli architetti: il Pont de Pierre, voluto da Napoleone, ha 17 arcate come le lettere del suo nome.
Nizza: e il lunedì del Cours Saleya
Nizza è la più cara delle tre — 130-180€ al giorno in media stagione, fino a 180-270 in agosto e durante il Carnevale — ma è anche l'unica sul mare, e fino al 1860 non era francese ma sabauda: si vede nelle facciate ocra della città vecchia e in metà della cucina.
L'informazione che ribalta una giornata: il Cours Saleya ha il mercato dei fiori da martedì a domenica, ma il lunedì diventa la brocante, con circa centottanta banchi di antiquariato dalle 7:00 alle 18:00. Chi arriva di lunedì cercando i fiori non li trova, e trova invece il mercato dell'usato più grande della Costa Azzurra.
Fuori dal lungomare: Cimiez, il quartiere alto con l'arena romana e il Museo Matisse dentro una villa genovese del Seicento, a venti minuti di autobus; e la cattedrale ortodossa russa del 1912, la più grande fuori dalla Russia, costruita con i fondi dello zar per la comunità che svernava qui.
Quale scegliere
Lione se interessano la tavola e una città che si scopre spingendo le porte. Bordeaux se il tema è il vino, con le cantine del Bordolese e il bacino di Arcachon a portata di gita. Nizza se si vuole il mare e si accetta di pagarlo. In tutte e tre i mesi giusti sono aprile-giugno e settembre-ottobre, e in tutte e tre la differenza con l'alta stagione è di cinquanta o sessanta euro al giorno.
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