Bologna, Italia
Foto: Dimitris Kamaras from Athens, Greece, Wikimedia Commons (CC BY 2.0)
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Bologna, Italia

La Dotta, la Grossa, la Rossa: sede della più antica università d'Europa, capitale della cucina emiliana e città di portici rossi infiniti. Bologna è calda, studentesca e golosa, fatta per essere vissuta a piedi tra una tagliatella e l'altra, all'ombra delle sue arcate.

✓ Fonti verificate il 29 settembre 202610 fonti citate

Cosa vedere a Bologna?

13 luoghi verificati sulle fonti. In testa le 4 chicche che le guide saltano, poi i classici: ogni scheda mette prima i dati, poi il perché.

Sulla mappa: i punti gialli sono le chicche. Tocca un punto per andare alla scheda.

✦ Chicche · lontano dalle guide standard

Finestrella di Via Piella
Altro✦ chicca

Finestrella di Via Piella

Una finestrella di legno alta un metro nel muro di via Piella, gratuita e aperta a chiunque: si affaccia sul Canale delle Moline, l'unico tratto d'acqua ancora scoperto in centro. Bologna aveva una rete di canali che alimentava i mulini della seta e la rese una potenza manifatturiera, poi coperta nel Novecento per fare strade. La coda alla finestrella c'è quasi sempre: ci si sta uno alla volta. Chi vuole vedere l'acqua senza fila prosegue in via delle Moline, dove il canale riaffiora sotto i palazzi.

Foto: Carlo Fontanin, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Archiginnasio e Teatro Anatomico
Musei✦ chicca

Archiginnasio e Teatro Anatomico

Il Teatro Anatomico è tutto in legno di abete scolpito, con gli Spellati che reggono il baldacchino, e si visita dalle 10:00 alle 18:00 con prenotazione online obbligatoria; lo stesso biglietto dà accesso alla Sala dello Stabat Mater quando è libera. Quello che si vede è una ricostruzione: il bombardamento del 1944 lo distrusse e fu rimontato recuperando i frammenti originali. Il cortile con le migliaia di stemmi degli studenti, invece, si attraversa gratis.

Foto: Monica_Rondoni, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Altro✦ chicca

Canali nascosti e via delle Moline

Sotto Bologna corre una rete di canali medievali che alimentava i mulini da seta: l'acqua veniva presa dal Reno e dal Savena e distribuita in città, e fu quella a rendere Bologna una capitale manifatturiera prima dell'industria. Nel Novecento fu quasi tutta coperta per fare strade. Riaffiora in pochi punti: via delle Moline, via Malcontenti, il tratto dietro via Piella. Si guarda dalla strada, gratis, e in certi periodi il Comune svuota i canali per manutenzione: allora si vede il fondo asciutto.

Cibo✦ chicca

Lasagne e crescentine fritte

Le lasagne bolognesi sono verdi perché la sfoglia ha gli spinaci nell'impasto, e vogliono ragù e besciamella a strati sottili, non la montagna di sugo. Le crescentine fritte, che qui si chiamano anche gnocco fritto, si mangiano appena uscite dall'olio con i salumi e lo squacquerone: fredde diventano gommose, quindi si ordinano quando si è pronti a mangiarle. In osteria arrivano in cestini da condividere e il conto cresce in fretta: si ordina un giro alla volta.

I classici

Piazza Maggiore e Basilica di San Petronio
Monumenti

Piazza Maggiore e Basilica di San Petronio

Nella basilica si entra gratis, e la facciata incompiuta si spiega guardandola: il marmo arriva a metà e sopra resta il mattone nudo, perché i soldi finirono nel Cinquecento. Dentro c'è la meridiana che Gian Domenico Cassini tracciò nel 1655, 67,27 metri sul pavimento della navata sinistra: è la più lunga al mondo, si guarda gratis e funziona come una camera oscura, con il raggio che entra da un foro nella volta e attraversa la linea poco prima di mezzogiorno. Tre cappelle laterali, la Bolognini, quella di San Sebastiano e quella di San Vincenzo Ferrer, si visitano invece con un biglietto da 5 € intero e 3 € ridotto. Attenzione a una cosa che molte guide riportano ancora: la terrazza panoramica, dopo il restauro, è stata chiusa in via definitiva.

Foto: Fenilefrina, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Le Due Torri (Asinelli e Garisenda)
Monumenti

Le Due Torri (Asinelli e Garisenda)

Biglietto
5 €
Gradini
498

Attenzione prima di programmare la salita: la Torre degli Asinelli è chiusa, e la Garisenda accanto è sotto restauro con la piazza transennata da ottobre 2023. Quando è aperta costa 5€ e sono 498 gradini per 97 metri; la Garisenda, alta 47, non si è mai potuta salire. L'alternativa che funziona adesso è la Torre dell'Orologio in Piazza Maggiore, 10€ con vista a 360°: meno alta, ma è l'unica da cui in questo momento si vedono i tetti.

Foto: Sergio Spolti, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
I portici di Bologna
Monumenti

I portici di Bologna

Sono oltre 62 km in tutta la città, dodici tratti dei quali sono patrimonio UNESCO dal 2021, non tutti: il riconoscimento riguarda porzioni selezionate, non l'insieme. Non nacquero per bellezza ma per far spazio: nel Medioevo si costruivano gli sporti sopra la strada per allargare le case, e il portico reggeva l'aggetto. Camminare in centro sotto la pioggia senza aprire l'ombrello è possibile davvero, ed è il modo più veloce di capire perché ci sono.

Foto: Nivesfra67, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Monumenti

Portico e Santuario di San Luca

Il portico più lungo del mondo: 666 arcate per 3.796 metri, costruite fra il 1674 e il 1739 con le donazioni dei cittadini, arcata per arcata, per coprire il cammino dei pellegrini fino al santuario a 300 metri di quota. La salita dall'Arco del Meloncello, che sta esattamente a metà, richiede quaranta minuti buoni di gradini e rampe; per evitarli c'è l'autobus 20 fino a Villa Spada e poi il San Luca Express. Il portico è coperto: si sale anche sotto l'acqua.

Basilica di Santo Stefano (Sette Chiese)
Monumenti

Basilica di Santo Stefano (Sette Chiese)

Orario
09:30-12:30 e 14:30-19:00

Non è una chiesa ma un gruppo di edifici incastrati uno nell'altro, cresciuto dal IV secolo in poi: si chiamano le Sette Chiese anche se oggi ne restano quattro comunicanti, più due chiostri. L'ingresso è gratuito, con offerta libera. Gli orari sono la cosa da sapere: il lunedì il complesso è chiuso, e dal martedì alla domenica apre 09:30-12:30 e 14:30-19:00, con due ore di buco a metà giornata proprio nella fascia in cui ci si arriva. Nel cortile di Pilato c'è una vasca longobarda dell'VIII secolo, e nella chiesa del Santo Sepolcro il sepolcro di san Petronio è la copia di quello di Gerusalemme, costruita quando andarci era impossibile. È il posto più silenzioso del centro.

Foto: MenkinAlRire, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)
Quadrilatero e mercato
Mercati

Quadrilatero e mercato

Il reticolo di vie dietro Piazza Maggiore dove il mercato sta dal Medioevo: via Pescherie Vecchie, via Drapperie, via Caprarie hanno ancora i nomi dei mestieri. Le botteghe alimentari seguono orari da negozio, non da locale: chiudono per pranzo e molte tirano giù la saracinesca il giovedì pomeriggio, che è la mezza giornata di chiusura tradizionale del settore. La sera i banconi diventano bar per l'aperitivo e i prezzi cambiano di conseguenza.

Foto: Rodrigo Pereira da S…, Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
Cibo

Tagliatelle al ragù

La ricetta è depositata alla Camera di Commercio di Bologna: tagliatella all'uovo che da cotta deve misurare otto millimetri di larghezza, e ragù che cuoce per ore con carne, soffritto, pomodoro in piccola quantità e latte, senza aglio e senza erbe. Gli spaghetti alla bolognese non esistono qui: chi li trova in menù sa già che tipo di locale è. Nelle osterie il piatto costa meno che nei ristoranti intorno a Piazza Maggiore, per la stessa sfoglia tirata a mano.

Cibo

Tortellini in brodo

Anche questa ha una ricetta depositata, dal 1974: ripieno di lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella, parmigiano, uovo e noce moscata. Vanno serviti in brodo di cappone, non con la panna né asciutti: quella è la versione da menù turistico. Sono minuscoli e si contano a decine per porzione, e chi li vede grossi come tortelloni sta guardando un'altra pasta. Sono un piatto delle feste: in molte osterie compaiono d'inverno e sono difficili da trovare in agosto.

Cibo

Mortadella e tigelle

La mortadella di Bologna IGP non è un salume qualunque: l'impasto va macinato finissimo e cotto per ore in stufe ad aria secca, e i cubetti bianchi sono grasso di gola, non ritagli. Al banco si chiede tagliata sottile, quasi trasparente, non a fette spesse. Le tigelle non sono di Bologna ma dell'Appennino modenese, e vanno farcite calde con la cunza, il battuto di lardo, rosmarino e aglio: chi le ordina fredde con i salumi ha comunque una merenda, ma non quella.

Come organizzare i giorni a Bologna?

Tre proposte per stili di viaggio diversi, costruite solo con i luoghi verificati di questo dossier. Ritmo realistico: 2-3 tappe al giorno.

La prima volta

2 giorni

I luoghi simbolo, al ritmo giusto.

Giorno 1

  • Piazza Maggiore e Basilica di San Petronio

    Nella basilica si entra gratis, e la facciata incompiuta si spiega guardandola: il marmo arriva a metà e sopra resta il mattone nudo, perché i soldi finirono nel Cinquecento. Dentro c'è la meridiana che Gian Domenico Cassini tracciò nel 1655, 67,27 metri sul pavimento della navata sinistra: è la più lunga al mondo, si guarda gratis e funziona come una camera oscura, con il raggio che entra da un foro nella volta e attraversa la linea poco prima di mezzogiorno. Tre cappelle laterali, la Bolognini, quella di San Sebastiano e quella di San Vincenzo Ferrer, si visitano invece con un biglietto da 5 € intero e 3 € ridotto. Attenzione a una cosa che molte guide riportano ancora: la terrazza panoramica, dopo il restauro, è stata chiusa in via definitiva.

  • Le Due Torri (Asinelli e Garisenda)

    Attenzione prima di programmare la salita: la Torre degli Asinelli è chiusa, e la Garisenda accanto è sotto restauro con la piazza transennata da ottobre 2023. Quando è aperta costa 5€ e sono 498 gradini per 97 metri; la Garisenda, alta 47, non si è mai potuta salire. L'alternativa che funziona adesso è la Torre dell'Orologio in Piazza Maggiore, 10€ con vista a 360°: meno alta, ma è l'unica da cui in questo momento si vedono i tetti.

  • I portici di Bologna

    Sono oltre 62 km in tutta la città, dodici tratti dei quali sono patrimonio UNESCO dal 2021, non tutti: il riconoscimento riguarda porzioni selezionate, non l'insieme. Non nacquero per bellezza ma per far spazio: nel Medioevo si costruivano gli sporti sopra la strada per allargare le case, e il portico reggeva l'aggetto. Camminare in centro sotto la pioggia senza aprire l'ombrello è possibile davvero, ed è il modo più veloce di capire perché ci sono.

Giorno 2

  • Portico e Santuario di San Luca

    Il portico più lungo del mondo: 666 arcate per 3.796 metri, costruite fra il 1674 e il 1739 con le donazioni dei cittadini, arcata per arcata, per coprire il cammino dei pellegrini fino al santuario a 300 metri di quota. La salita dall'Arco del Meloncello, che sta esattamente a metà, richiede quaranta minuti buoni di gradini e rampe; per evitarli c'è l'autobus 20 fino a Villa Spada e poi il San Luca Express. Il portico è coperto: si sale anche sotto l'acqua.

  • Basilica di Santo Stefano (Sette Chiese)

    Non è una chiesa ma un gruppo di edifici incastrati uno nell'altro, cresciuto dal IV secolo in poi: si chiamano le Sette Chiese anche se oggi ne restano quattro comunicanti, più due chiostri. L'ingresso è gratuito, con offerta libera. Gli orari sono la cosa da sapere: il lunedì il complesso è chiuso, e dal martedì alla domenica apre 09:30-12:30 e 14:30-19:00, con due ore di buco a metà giornata proprio nella fascia in cui ci si arriva. Nel cortile di Pilato c'è una vasca longobarda dell'VIII secolo, e nella chiesa del Santo Sepolcro il sepolcro di san Petronio è la copia di quello di Gerusalemme, costruita quando andarci era impossibile. È il posto più silenzioso del centro.

  • Quadrilatero e mercato

    Il reticolo di vie dietro Piazza Maggiore dove il mercato sta dal Medioevo: via Pescherie Vecchie, via Drapperie, via Caprarie hanno ancora i nomi dei mestieri. Le botteghe alimentari seguono orari da negozio, non da locale: chiudono per pranzo e molte tirano giù la saracinesca il giovedì pomeriggio, che è la mezza giornata di chiusura tradizionale del settore. La sera i banconi diventano bar per l'aperitivo e i prezzi cambiano di conseguenza.

Fuori rotta

2 giorni

Chicche e angoli lontani dai circuiti.

Giorno 1

  • Finestrella di Via Piella✦ chicca

    Una finestrella di legno alta un metro nel muro di via Piella, gratuita e aperta a chiunque: si affaccia sul Canale delle Moline, l'unico tratto d'acqua ancora scoperto in centro. Bologna aveva una rete di canali che alimentava i mulini della seta e la rese una potenza manifatturiera, poi coperta nel Novecento per fare strade. La coda alla finestrella c'è quasi sempre: ci si sta uno alla volta. Chi vuole vedere l'acqua senza fila prosegue in via delle Moline, dove il canale riaffiora sotto i palazzi.

  • Archiginnasio e Teatro Anatomico✦ chicca

    Il Teatro Anatomico è tutto in legno di abete scolpito, con gli Spellati che reggono il baldacchino, e si visita dalle 10:00 alle 18:00 con prenotazione online obbligatoria; lo stesso biglietto dà accesso alla Sala dello Stabat Mater quando è libera. Quello che si vede è una ricostruzione: il bombardamento del 1944 lo distrusse e fu rimontato recuperando i frammenti originali. Il cortile con le migliaia di stemmi degli studenti, invece, si attraversa gratis.

  • Canali nascosti e via delle Moline✦ chicca

    Sotto Bologna corre una rete di canali medievali che alimentava i mulini da seta: l'acqua veniva presa dal Reno e dal Savena e distribuita in città, e fu quella a rendere Bologna una capitale manifatturiera prima dell'industria. Nel Novecento fu quasi tutta coperta per fare strade. Riaffiora in pochi punti: via delle Moline, via Malcontenti, il tratto dietro via Piella. Si guarda dalla strada, gratis, e in certi periodi il Comune svuota i canali per manutenzione: allora si vede il fondo asciutto.

Giorno 2

  • Lasagne e crescentine fritte✦ chicca

    Le lasagne bolognesi sono verdi perché la sfoglia ha gli spinaci nell'impasto, e vogliono ragù e besciamella a strati sottili, non la montagna di sugo. Le crescentine fritte, che qui si chiamano anche gnocco fritto, si mangiano appena uscite dall'olio con i salumi e lo squacquerone: fredde diventano gommose, quindi si ordinano quando si è pronti a mangiarle. In osteria arrivano in cestini da condividere e il conto cresce in fretta: si ordina un giro alla volta.

  • Tagliatelle al ragù

    La ricetta è depositata alla Camera di Commercio di Bologna: tagliatella all'uovo che da cotta deve misurare otto millimetri di larghezza, e ragù che cuoce per ore con carne, soffritto, pomodoro in piccola quantità e latte, senza aglio e senza erbe. Gli spaghetti alla bolognese non esistono qui: chi li trova in menù sa già che tipo di locale è. Nelle osterie il piatto costa meno che nei ristoranti intorno a Piazza Maggiore, per la stessa sfoglia tirata a mano.

Gusto e mercati

2 giorni

Mangiare e bere dove va la gente del posto.

Giorno 1

  • Tagliatelle al ragù

    La ricetta è depositata alla Camera di Commercio di Bologna: tagliatella all'uovo che da cotta deve misurare otto millimetri di larghezza, e ragù che cuoce per ore con carne, soffritto, pomodoro in piccola quantità e latte, senza aglio e senza erbe. Gli spaghetti alla bolognese non esistono qui: chi li trova in menù sa già che tipo di locale è. Nelle osterie il piatto costa meno che nei ristoranti intorno a Piazza Maggiore, per la stessa sfoglia tirata a mano.

  • Tortellini in brodo

    Anche questa ha una ricetta depositata, dal 1974: ripieno di lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella, parmigiano, uovo e noce moscata. Vanno serviti in brodo di cappone, non con la panna né asciutti: quella è la versione da menù turistico. Sono minuscoli e si contano a decine per porzione, e chi li vede grossi come tortelloni sta guardando un'altra pasta. Sono un piatto delle feste: in molte osterie compaiono d'inverno e sono difficili da trovare in agosto.

  • Mortadella e tigelle

    La mortadella di Bologna IGP non è un salume qualunque: l'impasto va macinato finissimo e cotto per ore in stufe ad aria secca, e i cubetti bianchi sono grasso di gola, non ritagli. Al banco si chiede tagliata sottile, quasi trasparente, non a fette spesse. Le tigelle non sono di Bologna ma dell'Appennino modenese, e vanno farcite calde con la cunza, il battuto di lardo, rosmarino e aglio: chi le ordina fredde con i salumi ha comunque una merenda, ma non quella.

Giorno 2

  • Lasagne e crescentine fritte✦ chicca

    Le lasagne bolognesi sono verdi perché la sfoglia ha gli spinaci nell'impasto, e vogliono ragù e besciamella a strati sottili, non la montagna di sugo. Le crescentine fritte, che qui si chiamano anche gnocco fritto, si mangiano appena uscite dall'olio con i salumi e lo squacquerone: fredde diventano gommose, quindi si ordinano quando si è pronti a mangiarle. In osteria arrivano in cestini da condividere e il conto cresce in fretta: si ordina un giro alla volta.

  • Quadrilatero e mercato

    Il reticolo di vie dietro Piazza Maggiore dove il mercato sta dal Medioevo: via Pescherie Vecchie, via Drapperie, via Caprarie hanno ancora i nomi dei mestieri. Le botteghe alimentari seguono orari da negozio, non da locale: chiudono per pranzo e molte tirano giù la saracinesca il giovedì pomeriggio, che è la mezza giornata di chiusura tradizionale del settore. La sera i banconi diventano bar per l'aperitivo e i prezzi cambiano di conseguenza.

🧭

Crea il tuo itinerario

Dicci quanti giorni ti fermi e in che mese: componiamo un itinerario con i luoghi verificati di questo dossier e le note sul periodo.

Il tuo itinerario

1

Giorno 1

  • Piazza Maggiore e Basilica di San Petronio

    Nella basilica si entra gratis, e la facciata incompiuta si spiega guardandola: il marmo arriva a metà e sopra resta il mattone nudo, perché i soldi finirono nel Cinquecento. Dentro c'è la meridiana che Gian Domenico Cassini tracciò nel 1655, 67,27 metri sul pavimento della navata sinistra: è la più lunga al mondo, si guarda gratis e funziona come una camera oscura, con il raggio che entra da un foro nella volta e attraversa la linea poco prima di mezzogiorno. Tre cappelle laterali, la Bolognini, quella di San Sebastiano e quella di San Vincenzo Ferrer, si visitano invece con un biglietto da 5 € intero e 3 € ridotto. Attenzione a una cosa che molte guide riportano ancora: la terrazza panoramica, dopo il restauro, è stata chiusa in via definitiva.

  • Le Due Torri (Asinelli e Garisenda)

    Attenzione prima di programmare la salita: la Torre degli Asinelli è chiusa, e la Garisenda accanto è sotto restauro con la piazza transennata da ottobre 2023. Quando è aperta costa 5€ e sono 498 gradini per 97 metri; la Garisenda, alta 47, non si è mai potuta salire. L'alternativa che funziona adesso è la Torre dell'Orologio in Piazza Maggiore, 10€ con vista a 360°: meno alta, ma è l'unica da cui in questo momento si vedono i tetti.

  • Quadrilatero e mercato

    Il reticolo di vie dietro Piazza Maggiore dove il mercato sta dal Medioevo: via Pescherie Vecchie, via Drapperie, via Caprarie hanno ancora i nomi dei mestieri. Le botteghe alimentari seguono orari da negozio, non da locale: chiudono per pranzo e molte tirano giù la saracinesca il giovedì pomeriggio, che è la mezza giornata di chiusura tradizionale del settore. La sera i banconi diventano bar per l'aperitivo e i prezzi cambiano di conseguenza.

2

Giorno 2

  • I portici di Bologna

    Sono oltre 62 km in tutta la città, dodici tratti dei quali sono patrimonio UNESCO dal 2021, non tutti: il riconoscimento riguarda porzioni selezionate, non l'insieme. Non nacquero per bellezza ma per far spazio: nel Medioevo si costruivano gli sporti sopra la strada per allargare le case, e il portico reggeva l'aggetto. Camminare in centro sotto la pioggia senza aprire l'ombrello è possibile davvero, ed è il modo più veloce di capire perché ci sono.

  • Portico e Santuario di San Luca

    Il portico più lungo del mondo: 666 arcate per 3.796 metri, costruite fra il 1674 e il 1739 con le donazioni dei cittadini, arcata per arcata, per coprire il cammino dei pellegrini fino al santuario a 300 metri di quota. La salita dall'Arco del Meloncello, che sta esattamente a metà, richiede quaranta minuti buoni di gradini e rampe; per evitarli c'è l'autobus 20 fino a Villa Spada e poi il San Luca Express. Il portico è coperto: si sale anche sotto l'acqua.

  • Tagliatelle al ragù

    La ricetta è depositata alla Camera di Commercio di Bologna: tagliatella all'uovo che da cotta deve misurare otto millimetri di larghezza, e ragù che cuoce per ore con carne, soffritto, pomodoro in piccola quantità e latte, senza aglio e senza erbe. Gli spaghetti alla bolognese non esistono qui: chi li trova in menù sa già che tipo di locale è. Nelle osterie il piatto costa meno che nei ristoranti intorno a Piazza Maggiore, per la stessa sfoglia tirata a mano.

3

Giorno 3

  • Basilica di Santo Stefano (Sette Chiese)

    Non è una chiesa ma un gruppo di edifici incastrati uno nell'altro, cresciuto dal IV secolo in poi: si chiamano le Sette Chiese anche se oggi ne restano quattro comunicanti, più due chiostri. L'ingresso è gratuito, con offerta libera. Gli orari sono la cosa da sapere: il lunedì il complesso è chiuso, e dal martedì alla domenica apre 09:30-12:30 e 14:30-19:00, con due ore di buco a metà giornata proprio nella fascia in cui ci si arriva. Nel cortile di Pilato c'è una vasca longobarda dell'VIII secolo, e nella chiesa del Santo Sepolcro il sepolcro di san Petronio è la copia di quello di Gerusalemme, costruita quando andarci era impossibile. È il posto più silenzioso del centro.

  • Finestrella di Via Piella✦ chicca

    Una finestrella di legno alta un metro nel muro di via Piella, gratuita e aperta a chiunque: si affaccia sul Canale delle Moline, l'unico tratto d'acqua ancora scoperto in centro. Bologna aveva una rete di canali che alimentava i mulini della seta e la rese una potenza manifatturiera, poi coperta nel Novecento per fare strade. La coda alla finestrella c'è quasi sempre: ci si sta uno alla volta. Chi vuole vedere l'acqua senza fila prosegue in via delle Moline, dove il canale riaffiora sotto i palazzi.

  • Tortellini in brodo

    Anche questa ha una ricetta depositata, dal 1974: ripieno di lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella, parmigiano, uovo e noce moscata. Vanno serviti in brodo di cappone, non con la panna né asciutti: quella è la versione da menù turistico. Sono minuscoli e si contano a decine per porzione, e chi li vede grossi come tortelloni sta guardando un'altra pasta. Sono un piatto delle feste: in molte osterie compaiono d'inverno e sono difficili da trovare in agosto.

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Date di viaggio, zona di soggiorno e tipo di vacanza: personalizziamo questo stesso dossier verificato sulle tue esigenze esatte.

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La Finestrella di Via Piella: una piccola apertura nel muro svela un canale nascosto, la 'piccola Venezia' di Bologna sopravvissuta sotto le strade.
La Finestrella di Via Piella: una piccola apertura nel muro svela un canale nascosto, la 'piccola Venezia' di Bologna sopravvissuta sotto le strade.Foto: DONATELLA BAJO, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Cosa sapere prima di andare a Bologna?

Truffe ricorrenti e regole locali che è meglio conoscere prima di arrivare.

⚠ Truffe da conoscere

Borseggio intorno alla stazione e in centro

bassa confidenza

Bologna è vivace e studentesca, ma il borseggio può capitare nei pressi della stazione, sui bus affollati e nelle piazze più frequentate.

Come evitarlo: Tieni gli effetti personali al sicuro nelle folle e fai attenzione la sera nei punti di ritrovo più affollati.

Fonte

Ristoranti turistici intorno a Piazza Maggiore

bassa confidenza

Alcuni locali molto centrali puntano sul passaggio con qualità altalenante e conti gonfiati.

Come evitarlo: Allontanati di qualche via dalle piazze principali e scegli osterie frequentate da residenti e studenti.

Fonte

Finte petizioni e braccialetti

bassa confidenza

Nelle zone turistiche possono esserci finte raccolte firme o oggetti 'regalati' poi fatti pagare.

Come evitarlo: Non firmare nulla per strada e non accettare oggetti messi in mano da sconosciuti.

Fonte

⚖ Leggi e sanzioni

ZTL e isola pedonale nel centro

rischio mediomedia confidenza

Il centro storico è Zona a Traffico Limitato con varchi elettronici; nei 'T-days' (alcuni weekend) la 'T' centrale diventa interamente pedonale. L'accesso non autorizzato rilevato da telecamera è sanzionato dal Codice della Strada (art. 7 c.14) con multa da 83 a 332 euro (riducibile a 58,10€ se pagata entro 5 giorni), senza decurtazione di punti.

Fonte

Coperto al ristorante

rischio bassobassa confidenza

Il coperto (pochi euro a persona) deve essere indicato nel menù; controlla il conto nei locali più turistici.

Fonte

Decoro urbano nelle aree monumentali

rischio bassobassa confidenza

I regolamenti comunali vietano comportamenti che deturpano monumenti e portici, con possibili sanzioni.

Fonte

Imposta di soggiorno: da 4€ a 7€ a notte secondo il prezzo della camera

rischio bassoverificato

Bologna non guarda le stelle ma il prezzo della camera con colazione, IVA esclusa: 4€ a notte fino a 30,99€, 5,80€ da 31 a 70,99€, 6,50€ da 71 a 120,99€, 7€ da 121€ in su; campeggi e ostelli 2,80€ fissi. Per gli affitti brevi tramite portali è il 10,5% del prezzo con un tetto di 7€ a persona per notte. Tariffe maggiorate del Giubileo, confermate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.

Fonte
Il Portico di San Luca, il più lungo del mondo con i suoi 666 archi, che sale in collina fino al santuario: quasi quattro chilometri di arcate rosse.
Il Portico di San Luca, il più lungo del mondo con i suoi 666 archi, che sale in collina fino al santuario: quasi quattro chilometri di arcate rosse.Foto: Ввласенко, Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

Cosa succede a Bologna durante l'anno?

Passa il cursore su un mese della timeline per i dettagli.

Quanto si spende a Bologna e quando andare?

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic
  • bassa70-110€al giorno
  • media110-160€al giorno
  • alta160-220€al giorno

Quando conviene, per tipo di viaggio

Primavera e autunnoAprile-Maggio, Settembre-Ottobre

Clima ideale per portici e colline, città studentesca in pieno fermento e tavole al loro meglio.

Estate degli eventiGiugno-Luglio

Cinema in Piazza Maggiore e Bologna Estate animano le sere, anche se le giornate sono calde e afose.

Inverno golosoDicembre-Febbraio

Mercatini, tortellini in brodo e portici al riparo dal freddo; prezzi più contenuti fuori dai ponti.

Stima indicativa (alloggio + pasti + trasporti locali), non una fonte verificata puntuale.

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Lo sapevi che... I soprannomi raccontano tutto: 'la Dotta' per l'università, 'la Grossa' per la cucina, 'la Rossa' per i tetti e i mattoni.

Come arrivare e muoversi a Bologna?

Si gira senza autoIl centro è compatto, porticato e in gran parte pedonale o ZTL: a piedi si fa tutto. L'auto è scomoda e costosa da parcheggiare; non c'è metro ma i bus bastano per il resto.

Rete di bus TPER (la metropolitana è in costruzione): biglietto urbano singolo 2,30 € nelle rivendite o con carta contactless a bordo (2,50 € in contanti a bordo), valido 75 minuti con cambi; il carnet da 10 corse scende a 1,90 € a corsa. Nei weekend il centro storico (la 'T') diventa isola pedonale.

  • Il centro si gira a piedi sotto i portici: comodissimo con pioggia o sole
  • Per San Luca c'è anche il trenino turistico San Luca Express, se non vuoi fare tutto il portico a piedi
  • Nei weekend dei 'T-days' la zona centrale è chiusa alle auto: passeggiata ideale
  • Convalida sempre il biglietto del bus salendo: i controlli ci sono

Bologna è sicura?

⚠ Zone da evitare

  • Dintorni della stazione e zona universitaria nelle ore notturne, per il piccolo crimine

Da sapere

  • Bologna è una città sicura e vivace: il rischio principale è il piccolo borseggio nelle zone affollate
  • La vita notturna studentesca è intensa in zona universitaria (via Zamboni): vivace ma da vivere con normale attenzione
  • Sotto la pioggia i portici sono una manna: il centro si gira tutto al coperto
Fonte
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Lo sapevi che... Qui nascono tagliatelle al ragù e tortellini: il 'bolognese' con gli spaghetti è un'invenzione estera, in città non esiste.

Domande frequenti su Bologna

Risposte brevi prese dai dati verificati di questo dossier: i dettagli e le fonti sono nelle sezioni sopra.

Quanto costa un giorno a Bologna?

Stagione bassa (Gennaio-Febbraio, Luglio-Agosto): 70-110€ al giorno; Stagione media (Marzo-Aprile, Settembre-Ottobre): 110-160€ al giorno; Stagione alta (Maggio-Giugno, Dicembre): 160-220€ al giorno.

Quando andare a Bologna?

Primavera e autunno: Aprile-Maggio, Settembre-Ottobre. Clima ideale per portici e colline, città studentesca in pieno fermento e tavole al loro meglio. Estate degli eventi: Giugno-Luglio. Cinema in Piazza Maggiore e Bologna Estate animano le sere, anche se le giornate sono calde e afose. Inverno goloso: Dicembre-Febbraio. Mercatini, tortellini in brodo e portici al riparo dal freddo; prezzi più contenuti fuori dai ponti.

Bologna è sicura?

Dintorni della stazione e zona universitaria nelle ore notturne, per il piccolo crimine Bologna è una città sicura e vivace: il rischio principale è il piccolo borseggio nelle zone affollate

Serve l'auto a Bologna?

No. Il centro è compatto, porticato e in gran parte pedonale o ZTL: a piedi si fa tutto. L'auto è scomoda e costosa da parcheggiare; non c'è metro ma i bus bastano per il resto.

Come si arriva a Bologna?

Rete di bus TPER (la metropolitana è in costruzione): biglietto urbano singolo 2,30 € nelle rivendite o con carta contactless a bordo (2,50 € in contanti a bordo), valido 75 minuti con cambi; il carnet da 10 corse scende a 1,90 € a corsa. Nei weekend il centro storico (la 'T') diventa isola pedonale.

Quali chicche vedere a Bologna, fuori dalle guide?

Finestrella di Via Piella, Archiginnasio e Teatro Anatomico, Canali nascosti e via delle Moline, Lasagne e crescentine fritte.

Quali truffe evitare a Bologna?

Borseggio intorno alla stazione e in centro; Ristoranti turistici intorno a Piazza Maggiore; Finte petizioni e braccialetti.

Fonti

Ogni fonte qui sotto è stata aperta e letta, non solo citata. Le voci che non reggevano sono state declassate a "bassa confidenza" o scartate, non presentate come certe.

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