Sarajevo o Mostar? Due giorni in una o un giorno in ciascuna
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Sarajevo o Mostar? Due giorni in una o un giorno in ciascuna

Pubblicato il 21/09/2026

Sarajevo è la scelta di chi ha due giorni e vuole capire il Novecento: l'attentato del 1914, l'assedio, la linea per terra dove il bazar ottomano diventa città austroungarica. Mostar è la scelta di chi ha un giorno e cerca un'immagine: il ponte, la Neretva verde, la sorgente di Blagaj a un quarto d'ora. Le due città sono a due ore di treno l'una dall'altra, quindi la risposta per chi ha tre notti è entrambe, con una notte a Mostar. I numeri che seguono vengono dai due dossier verificati.

Quanto costano, stagione per stagione

Sui prezzi sono quasi pari. Sarajevo costa 30-50 € al giorno a persona in bassa stagione (gennaio-marzo e novembre), 50-75 € in media e 75-110 € in alta, che però è corta: luglio e agosto, per i festival. Mostar costa 35-55 € da novembre a marzo, 45-75 € in aprile, maggio e ottobre e 65-110 € da giugno a settembre, quindi ha un'alta stagione di quattro mesi contro i due della capitale. La tassa di soggiorno è la stessa, 3 marchi convertibili a notte (circa 1,53 €) in entrambe dal 2026, con una differenza: nel cantone di Sarajevo durante i festival, cioè luglio, agosto e le feste di fine anno, scatta una tassa festivaliera separata, 4 marchi nel 2025.

Il resto è spicciolo. Il biglietto del tram di Sarajevo costa 2,20 marchi, la giornaliera 7,10; il bus urbano di Mostar 1,80 marchi in zona 1, ma nel centro storico non serve, perché attorno al ponte si va solo a piedi. In entrambe la moneta è il marco convertibile, agganciato all'euro dalla banca centrale: chi cambia negli uffici del bazar paga una commissione che il tasso non giustifica, e alcuni posti chiave, il museo del Tunnel di Sarajevo per primo, accettano solo contanti in marchi.

Quanto tempo serve

A Sarajevo due giorni pieni sono il minimo. Baščaršija e la Vijećnica (aperta tutti i giorni 9:00-17:00, a pagamento), l'angolo del Ponte Latino, la moschea di Gazi Husrev-beg fuori dagli orari di preghiera e la salita alla Žuta Tabija per il tramonto riempiono il primo. Il secondo se ne va fra il Tunnel della Speranza, che dal 1° aprile al 31 ottobre apre 8:30-17:00 con ultimo ingresso alle 16:30 e costa 20 marchi in contanti, e la funivia del Trebević con la pista da bob delle Olimpiadi del 1984; la Galleria 11/07/95, sul genocidio di Srebrenica, apre fino alle 20:00 ed è una delle poche cose da fare a fine giornata, ma non è una tappa da incastrare fra il bazar e il pranzo.

Mostar in sé si vede in un giorno: lo Stari Most, il bazar di Kujundžiluk, il minareto della Koski Mehmed-Paša per la vista dall'alto, i palazzi sventrati lungo il Bulevar a dieci minuti dal ponte. Il Mostar Pass del Comune copre il museo del ponte, il minareto e la torre campanaria e conviene guardarlo prima di comprare i biglietti singoli. Il secondo giorno è per le gite: la tekija di Blagaj a 15 minuti, Počitelj a 30 verso sud, le cascate di Kravice (20 marchi, da giugno a settembre 7:00-22:00) dove si fa il bagno in acqua fredda anche ad agosto. La regola vale in entrambi i casi: dormirci. Fra le 11 e le 16 Mostar è invasa dai gruppi in gita da Spalato e Dubrovnik, e all'alba o dopo le 18:30 il ponte si svuota.

Sicurezza: la domanda che fanno tutti

Le due domande più cercate su queste città sono 'Sarajevo è sicura?' e 'Sarajevo è pericolosa?'. La risposta del dossier, che poggia sull'avviso consolare britannico, è che Sarajevo è una delle capitali più sicure del Sud-Est Europa per i turisti: il rischio è il borseggio sui tram e nei vicoli di Baščaršija nelle ore di punta, più i taxi dell'aeroporto che propongono una tariffa fissa o dichiarano il tassametro rotto, per cui il dossier consiglia di prenotare il transfer tramite l'alloggio. Le mine antiuomo residue della guerra riguardano solo le aree rurali e boschive fuori dai sentieri segnalati, mai il centro; il Trebević è stato dichiarato libero dall'impatto delle mine nel 2021. Da evitare dopo il buio i quartieri periferici come Alipašino Polje e Dobrinja, che comunque non hanno nulla da vedere.

Mostar è una città sicura con due avvertenze pratiche: i palazzi in rovina lungo l'ex linea del fronte si guardano da fuori, perché non sono in sicurezza, e dallo Stari Most non ci si tuffa senza passare dal club dei tuffatori, che addestra e supervisiona, perché il salto è di oltre venti metri in acqua gelida. In tutta la Bosnia ogni straniero va registrato alla polizia entro 72 ore: hotel e ostelli lo fanno al check-in, chi affitta da privati non registrati deve pensarci da solo. Il numero unico di emergenza è il 112.

Come muoversi fra le due

Il treno delle ferrovie federali è il modo migliore: due corse al giorno per direzione, da Sarajevo alle 7:15 e alle 16:46, circa due ore lungo la gola della Neretva, ed è una delle linee più belle d'Europa. Costa meno di dieci euro, ma la cifra esatta non è sul sito dell'operatore e la vendita online era sospesa quando abbiamo controllato, a settembre 2026: il biglietto si fa in stazione. D'estate, dal venerdì alla domenica, il treno del mattino prosegue fino a Ploče, sul mare croato. Il bus Centrotrans è l'alternativa quando gli orari del treno non tornano: otto corse al giorno fra le 6:00 e le 19:55, due ore e quaranta, 34 marchi (circa 17,40 €), biglietto online o alla stazione dei bus, accanto a quella dei treni. L'auto non serve in nessuna delle due città: a Sarajevo il centro è pedonale e il tram fa il resto, a Mostar si lascia nei parcheggi fuori dalla città vecchia.

Cosa c'è solo lì

A Sarajevo c'è la linea segnata a terra dove finisce il bazar del Quattrocento e cominciano le facciate di fine Ottocento, il pezzo di strada davanti al Ponte Latino dove l'auto dell'arciduca sbagliò strada, il cemento della pista da bob coperto di graffiti nel bosco, il cimitero sefardita sulla collina di Kovačići e il rito del caffè bosniaco, che si beve in trenta minuti con il lokum prima e non dopo. A Mostar ci sono i tuffatori, che saltano quando la colletta fra i passanti basta e non a orario fisso, la sogan-dolma, cipolle ripiene che si trovano solo nelle aščinice e finiscono presto, e due vitigni che quasi nessun altro ha, la Žilavka bianca e la Blatina rossa, a prezzi lontanissimi da quelli dell'Europa occidentale.

In sintesi

Se dovessimo ridurre la scelta a una riga per profilo:

  • Tre notti in Bosnia: due a Sarajevo e una a Mostar, con il treno delle 7:15 e il pomeriggio a Blagaj
  • Un solo giorno dalla costa croata: Mostar, ma dormendoci, per vedere il ponte senza i gruppi
  • Interesse per la storia del Novecento: Sarajevo, con 20 marchi in contanti per il Tunnel e la Galleria 11/07/95 a fine giornata
  • Budget: sono pari; a Sarajevo evita luglio e agosto per i festival, a Mostar tutta l'estate costa di più

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