La prima volta
2 giorniI luoghi simbolo, al ritmo giusto.
Giorno 1
Santa Sofia (Ayasofya)
I visitatori stranieri pagano 25€ e accedono alla galleria superiore, separata dalla sala di preghiera: da lassù si guardano i mosaici bizantini e, sotto, i fedeli. La Müzekart e il Museum Pass non valgono qui, ed è l'errore più comune di chi ne compra uno pensando di aver coperto tutto. E' una moschea in funzione, quindi durante le preghiere l'accesso si ferma, e il venerdì a mezzogiorno è il momento peggiore.
Moschea Blu (Sultanahmet Camii)
L'ingresso è gratuito e resta tale: è una moschea in funzione, non un museo, e si entra fuori dagli orari di preghiera con spalle e ginocchia coperte e il foulard per le donne, prestato all'ingresso. Le scarpe si tolgono e si portano in un sacchetto. I seimila İznik blu che le danno il nome stanno nella parte alta, quindi si guarda in su: da sotto, a occhio nudo, il blu si perde nella penombra.
Palazzo Topkapi e Harem
E' la residenza-labirinto dei sultani per quattro secoli, e la parte che sorprende non è il tesoro ma i chioschi affacciati sul Bosforo, da cui si capisce perchè il palazzo sta lì. L'Harem è un biglietto a parte, non compreso in quello base, e la Müzekart non vale nè per l'Harem nè per Santa Irene. I prezzi per gli stranieri sono fissati in valuta forte e cambiano spesso: si guardano sul sito ufficiale il giorno prima, non si danno per noti.
Giorno 2
Cisterna Basilica (Yerebatan)
Sono 336 colonne sott'acqua che rifornivano la Costantinopoli bizantina, con le due teste di Medusa capovolte in fondo, ed è l'unica cosa fresca di Sultanahmet in agosto. La visita è breve, mezz'ora basta. Non è compresa nel Museum Pass ed è gestita a parte dal Comune, con biglietti diurni e serali a prezzi diversi: il notturno costa di più e ha l'illuminazione scenografica.
Torre di Galata e Istiklal Caddesi
La torre genovese domina il Corno d'Oro e la salita si paga; da lì parte İstiklal, il viale pedonale con il tram storico rosso, i passaggi ottocenteschi e Taksim in fondo. E' la Istanbul europea dell'Ottocento, viva fino a notte fonda, e i passaggi laterali, come il Çiçek Pasajı, sono quelli che quasi nessuno apre. La folla su İstiklal la sera è densa: è il posto in cui si tiene il telefono in tasca.
Gran Bazar e Bazar delle Spezie
Sono migliaia di botteghe sotto volte affrescate dal Quattrocento: al Gran Bazar ceramiche, lampade, oro e tappeti, al Bazar Egiziano vicino al ponte di Galata spezie, lokum e caffè. Contrattare fa parte del gioco e si fa con il sorriso, partendo da circa la metà. Il Gran Bazar chiude la domenica, cosa che spiazza chi ci va nel fine settimana, e le vie attorno sono quelle dove i turchi comprano davvero.






