La prima volta
2 giorniI luoghi simbolo, al ritmo giusto.
Giorno 1
Jameos del Agua
Il primo intervento di César Manrique, dentro un tubo vulcanico crollato: un lago naturale con granchietti albini ciechi endemici, una piscina bianca fra le rocce e un auditorium ricavato nella grotta. 17€, aperto 10-18.
Fondazione César Manrique, Taro de Tahíche
La casa che Manrique si costruì sopra la colata del 1730, con cinque stanze ricavate dentro altrettante bolle di lava collegate da tunnel: sopra, il bianco e le vetrate; sotto, il nero e le palme. È la chiave per capire tutto il resto dell'isola.
Parco Nazionale di Timanfaya (Montañas del Fuego)
Il paesaggio lasciato dalle eruzioni del 1730-1736: coni rossi e neri fino all'orizzonte, senza un filo d'erba. Si visita solo con la Ruta de los Volcanes in pullman, 90 minuti, biglietto 30€ con data e ora da prenotare online; apertura 9.30-15.45. Non si cammina liberamente nel parco.
Giorno 2
Cueva de los Verdes
Un chilometro visitabile del tubo lavico più lungo dell'isola, usato per secoli come rifugio dalle incursioni dei pirati: illuminazione teatrale, silenzio e una sorpresa ottica in fondo che non va raccontata. 17€, 9.30-16.45, prenotazione online obbligatoria con orario.
Mirador del Río
Il belvedere scavato da Manrique nella falesia di Famara, a 475 metri sul mare: dietro il muro di pietra si aprono due finestroni sull'arcipelago Chinijo e su La Graciosa. 9€, 10-17; se il cielo è terso è la vista migliore dell'isola.
Jardín de Cactus
L'ultimo lavoro di Manrique, ricavato in una vecchia cava di lapilli a terrazze: oltre mille specie di cactus disposte come un anfiteatro, con un mulino restaurato in cima. 9€, 10-17, un'ora abbondante.






